Un principio
importante nella ricostruzione in miniatura è il rispetto dei materiali
originari.
Nei limiti del possibile ogni miniatura viene realizzata nello stesso
materiale con il quale l'oggetto è costruito nella realtà.
Questo comporta che il miniaturista si trasformi di volta in volta in
falegname, tappezziere, sarto, decoratore, pittore, cestaio e altro ancora,
mettendo alla prova la propria abilità nei settori più disparati.
Quando per
ovvi motivi non è possibile impiegare il materiale originario, come nel
caso dei cibi o dei fiori, si ricorre a dei materiali "neutri", ad esempio
le paste sintetiche termoindurenti o la carta, che vengono lavorati e
trattati in modo da riprodurre in scala ridotta l'aspetto e la texture
dell'oggetto in questione.
Un asso nella
manica del miniaturista sono gli "oggetti di recupero". Con una buona
dose di fantasia e di inventiva molti oggetti inutili e destinati alla
spazzatura possono trasformarsi in miniature o in parte di esse.
Le fialette (vuote!) dei medicinali possono trasformarsi nel parafiamma
di una lampada a petrolio, oppure in vasetti e contenitori di vetro.
Le penne biro smontate offrono pezzi di vario utilizzo, le cannucce per
bibita possono diventare il tubo della stufa, un tipo particolare di spugnetta
abrasiva per pentole, di color oro, può trasformarsi in decorazione per
l'albero di Natale.
Borchie, bottoni, ganci, catenelle, perle e perline si rivelano elementi
eclettici e dai mille impieghi.
Tutto può servire, perfino lo stagno che riveste il tappo delle bottiglie
di vino pregiato e l'elenco potrebbe continuare all'infinito…
Alla fine dell'operazione di trasformazione, anche ricorrendo a tinte
e smalti, è difficile riconoscere quale destinazione avesse in origine
l'oggetto riciclato! |